Sottoponendosi a un semplice prelievo di sangue è finalmente possibile sapere se si ha una predisposizione genetica all'infarto!
Il nuovo esame del sangue si chiama Isoforme Lipoproteina(a) e permette di effettuare una indagine diagnostica sulle forme o meglio, isoforme, della lipoproteina(a). I biologi possono così stabilire, misurandone il peso molecolare, la predisposizione o meno all'infarto del miocardio.
Da tempo si indagava sui livelli della lipoproteina(a) in relazione alla gravità delle malattie delle arterie coronariche e si sospettava che questa proteina, ereditata geneticamente, fosse da associare alle malattie cardiovascolari. Ma la novità è che ciò che conta veramente non è la quantità di lipoproteina(a) presente nel sangue, ma la qualità, cioè il suo peso molecolare.
Chi ha ereditato dai genitori la lipoproteina(a) a basso peso molecolare ha una predisposizione genetica all'infarto del miocardio: è dunque un pericolo che si aggiunge ai tradizionali fattori di rischio.
Prima si pensava che la lipoproteina(a) diventasse un fattore di rischio soltanto quando i valori del sangue erano elevati. Oggi, invece, si è dimostrato che alterazioni legate alle isoforme di questa lipoproteina sono associate ad una predisposizione genetica all'infarto quando il loro peso molecolare è basso.
Si tratta di un esame sperimentato dal professor Diego Geroldi, professore associato e docente di Malattie del Metabolismo presso il Policlinico San Matteo - Università di Pavia.
Il Laboratorio del CDI-Centro Diagnostico Italiano è il primo in Italia ad effettuarlo.
Attualmente non esiste ancora un farmaco che possa modificare il "peso" della lipoproteina(a), ma i cardiologi affermano che è importantissimo effettuare l'analisi in quanto i portatori di "isoforme aterogene" potranno seguire protocolli tendenti a mantenere gli altri fattori di rischio (per esempio, colesterolo, fumo di sigaretta, obesità e vita sedentaria) sotto stretto controllo ed effettuando più frequentemente esami clinici di prevenzione.
L'analisi permette quindi di effettuare una prevenzione personalizzata per la patologia più comune e pericolosa.
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Resp. Dr.ssa Livia Zacchetti