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Coronavirus: il successo dello Spallanzani è motivo di orgoglio per l’Italia

Roma, Italia , 03/02/2020

A meno di 48 ore dalla diagnosi di positività per i primi due pazienti in Italia, i virologi dell’Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani sono riusciti a isolare il virus responsabile dell’infezione. Lo ha annunciato il ministro della Salute Roberto Speranza durante una conferenza stampa presso l'istituto romano. "Abbiamo isolato il virus", ha detto Speranza, spiegando che ciò "significa molte opportunità di poterlo studiare, capire e verificare meglio cosa si può fare per bloccare la diffusione”, ha aggiunto Speranza, “sarà messo a disposizione di tutta la comunità internazionale. Ora sarà più facile trattarlo".

Il plauso di Diana Bracco alle ricercatrici dell’Istituto Spallanzani

Aver isolato il Coronavirus per primi in Europa, è motivo d’orgoglio per l’intero mondo della ricerca e della sanità italiana”, afferma Diana Bracco, Presidente di ALISEI, Cluster tecnologico nazionale delle Life Sciences e Vicepresidente esecutiva della Fondazione Italia - Cina. “Avere a disposizione il virus in un sistema di cultura permetterà ai nostri ricercatori di testare farmaci in vitro e fare studi per sviluppare terapie efficaci. Il fatto poi”, aggiunge Diana Bracco, “che il team dell’Istituto Lazzaro Spallanzani protagonista di questa impresa sia composto da tre donne mi riempie il cuore di gioia, perché conferma il grande ruolo che esse svolgono nella ricerca scientifica. Il mio plauso, dunque, a Maria Rosaria Capobianchi, Direttrice del laboratorio di virologia di Roma, che con il suo lavoro straordinario ha anche testimoniato concretamente la vicinanza e la solidarietà degli italiani nei confronti del popolo cinese colpito da questa grave emergenza sanitaria”.

Il team di virologhe del centro medico Spallanzani di Roma che si è occupato dell’emergenza Coronavirus è tutto al femminile. A partire da Maria Capobianchi, direttrice del laboratorio di virologia dell'INMI, 67enne nata a Procida, laureata in scienze biologiche e specializzata in microbiologia, dal 2000 lavora all’Istituto Spallanzani. Concetta Castilletti, 56 anni, siciliana di Ragusa responsabile dell’Unità dei virus emergenti, specializzata in microbiologia e virologia. La giovane ricercatrice Francesca Colavita, 30 anni di Campobasso da 4 anni al lavoro nel laboratorio dopo diverse missioni in Sierra Leone per fronteggiare l'emergenza Ebola. Un podio "rosa" che viene dal Mezzogiorno d'Italia che si unisce alla grande squadra dello Spallanzani che ha consentito oggi al ministro della Salute Roberto Speranza di dare il grande annuncio: "Abbiamo isolato il corona virus".

Come si è arrivati al sequenziamento del Coronavirus

"Abbiamo cullato il virus e abbiamo avuto anche un po' di fortuna". Non si sente aria di protagonismo nelle parole di Concetta Castilletti, due figli grandi e una famiglia che la supporta da sempre, a partire dal marito. "Sono abituati a questo genere di emergenze a casa mia - dice - anche perché io non mi ricordo una vita diversa da questa. E' sempre stato così". "Ho vissuto la grande emergenza della Sars, di Ebola, dell'influenza suina, della chikungunya, e insieme ai miei colleghi siamo stati spesso in Africa. E' un lavoro che mi piace moltissimo e non potrei fare altro. Ma la vittoria è di tutto il team. Eravamo tutti impegnati, tutta la squadra si è occupata del sequenziamento del Coronavirus. Abbiamo un laboratorio all'avanguardia, impegnato 24 ore su 24 in questo genere di emergenze". E poi Francesca Colavita, la più giovane del team, 30 anni, molisana, esperta nello studio dell’Ebola. Al centro medico Spallanzani ha un contratto di collaborazione e lavora presso il laboratorio di Virologia e Biosicurezza. Ha partecipato anche a progetti in Sierra Leone nel laboratorio installato presso il 'Princess Christian Maternity Hospital' di Freetown.

Diana Bracco presso l'Istituto Spallanzani di Roma