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Diana Bracco al convegno dell’AICI: “Il patrimonio culturale sia scintilla per la ripartenza dell’Italia”

Milano , 23/10/2020

L’AICI (Associazione delle Istituzioni Culturali Italiane) ha organizzato a Milano un grande evento sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica intitolato "Riparti Cultura Riparti Italia". Un’intera giornata di discussione a cui hanno partecipato gli esponenti delle 120 tra Fondazioni e Istituti culturali, dalla Crusca alle Gramsci, Sturzo, alla Rosselli di Firenze che compongono l’AICI presieduta da Valdo Spini, oltre a numerosi ospiti illustri come Filippo del Corno, assessore alla cultura del Comune di Milano, Paolo Gentiloni, Commissario europeo all’economia e Stefano Bruno Galli, Assessore per la cultura e le autonomie della Regione Lombardia.

Nella sessione moderata da Piero Colaprico, capo della redazione milanese della Repubblica, sono intervenuti tra gli altri il Presidente della Fondazione Feltrinelli Carlo Feltrinelli e Diana Bracco, presidente di Fondazione Bracco.

L’imperativo che abbiamo oggi”, ha detto Diana Bracco, “è trovare le risorse finanziarie, organizzative, gestionali per sostenere il nostro immenso patrimonio culturale, che non deve diventare ‘fardello’, onere del passato, ma deve essere ‘risorsa’, scintilla per il presente e per il futuro. Io credo che mai come adesso il ‘fare rete’ sia l’unica possibilità per tutelare e valorizzare appieno i beni culturali. Solo l’unione fa la forza. Tutti gli attori devono mettere in comune i propri strumenti e le proprie competenze per identificare soluzioni solide, che durino nel tempo e possano essere di ispirazione e aiuto per altri”.

A questo proposito” ha aggiunto Diana Bracco, “voglio pubblicamente riconoscere l’impatto molto positivo sia economico sia culturale avuto dall’Art bonus, la misura agevolativa sotto forma di credito di imposta pari al 65%, per favorire le erogazioni di imprese e cittadini voluta anni fa dal Ministro Franceschini. Con questo provvedimento si è riusciti a far cadere il vecchio tabù che per anni ha penalizzato i privati che volevano investire. Al Ministro aggiungo che sarebbe bello fare un passo successivo ed estendere l’Art bonus al patrimonio privato aperto al pubblico”.

Certo, è necessario che le Istituzioni vadano oltre il semplice concetto di sponsorizzazione, assicurando alle imprese certezze sui tempi di realizzazione dei progetti e garanzie sui benefici e sull’impatto reale: La chiave del successo è creare una partnership con una progettualità condivisa e realizzata quasi a quattro mani”, ha spiegato la Presidente della Fondazione milanese. “Questa è la ricetta che, ad esempio, a noi di Bracco ha permesso di dare continuità e solidità al nostro impegno a favore di grandi istituzioni come il Teatro alla Scala e la sua Accademia, il Quirinale, che nel 2011 ci scelse, primo partner privato, per il restauro della Galleria Chigi in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia o, in ambito internazionale, la National Gallery di Washington, del cui Trustees ho avuto anche l’onore di fare parte per diversi anni. In questo modo abbiamo potuto offrire non soltanto risorse, ma anche un contributo originale all’insegna del binomio arte e scienza”.

Una delle caratteristiche dell’impegno culturale della Fondazione Bracco, infatti, sta nell’applicazione del know-how scientifico del Gruppo alle iniziative svolte in campo artistico;” spiega ancora Diana Bracco: “In numerosi progetti, cioè, abbiamo messo a disposizione un supporto tecnico-scientifico: l’imaging diagnostico, che è il settore in cui Bracco è leader mondiale, è una tecnica che permette di svelare molti ‘segreti’ delle opere d’arte (dipinti, strumenti musicali, ecc.), e per noi è stato naturale offrire a curatori e restauratori le nostre competenze in questo campo”.

Le ultime riflessioni guardano all’oggi e al domani: “La pandemia da Covid – 19 ha sconvolto le nostre vite e le nostre stesse abitudini culturali. Ma di fronte alla crisi globale abbiamo reagito, ripensando e reinventando le nostre attività. E come ricorda giustamente il titolo di questo incontro, anche la ripartenza in Italia deve essere nel segno della cultura. D’altronde la cultura aiuta anche a fronteggiare i momenti difficili come quello che stiamo vivendo, e questo vale tanto per le città quanto per le imprese e le singole persone. Aiutano a guardare avanti senza mai dimenticare la storia e le tradizioni da cui veniamo. Del resto, siamo convinti che da questa pandemia il mondo uscirà diverso e che lo sviluppo sostenibile diventerà un imperativo assoluto. Tutti”, ha concluso Diana Bracco, “dovranno riconoscere, con una visione olistica, che esiste un profondo legame tra benessere delle persone e qualità dell’ambiente, tra salute umana e quella del pianeta”.

Diana Bracco al convegno dell’AICI: "Riparti Cultura Riparti Italia"