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Diana Bracco: Giovani e ricerca, importanti chances per l’Italia

Roma, Italia , 28/04/2016


Diana Bracco vice presidente di Confindustria e presidente e amministratore delegato del Gruppo Bracco è intervenuta agli Stati Generali della Ricerca Sanitaria che si sono svolti a Roma il 27 e il 28 aprile.
 
Nei prossimi 10 anni la medicina cambierà il suo paradigma ed evolverà dall’attuale medicina ‘reattiva’ che aspetta che si verifichi la malattia per intervenire in una medicina ‘proattiva’, che interviene sulle cause prima che la malattia si sviluppiha dichiarato Diana Bracco - Stiamo vivendo cambiamenti epocali e occorrerà sempre più investire in innovazione. Ricerca e innovazione dovranno essere un cardine del rilancio economico sia in Italia che in Europa. L’Unione Europea sta perdendo posizioni, non solo rispetto a Paesi come Stati Uniti e Giappone – ha spiegato Diana Bracco - ma rischia di essere scavalcata da altre economie concorrenti. In Italia, nella fase di crisi abbiamo lasciato sul campo molti punti di PIL industriale, ma per fortuna siamo ancora la seconda manifattura del continente. In particolare, il nostro settore farmaceutico nel giro di vent’anni ha saputo scalare i vertici della concorrenza europea, riuscendo nel 2015 a creare 5 mila nuovi posti di lavoro. Certo, anche la farmaceutica italiana avrebbe bisogno di misure strutturali di lungo termine a favore dell’innovazione. A questo riguardo il 2016 è un anno importante perché per la prima volta l’Italia con l’Human Technopole si sta dotando di un progetto strategico per essere leader mondiale in settori d’avanguardia come big data e life sciences e il 2016, inoltre, speriamo sia anche l’anno dell’attesa approvazione del Programma Nazionale della Ricerca”.
 
Diana Bracco ha concluso il suo intervento ponendo l’accento sul ruolo dei giovani: “Personalmente e come sistema delle imprese crediamo molto nella valorizzazione della figura del 'ricercatore industriale', anche proponendo una più puntuale definizione professionale che risponda meglio alle caratteristiche specifiche dell'attività di ricerca, che come noto è rischiosa sia per il ricercatore sia per le imprese. Occorre puntare su mobilità, flessibilità, meritocrazia, dando ai ricercatori quella dignità economica e sociale che li accomuni ai colleghi degli altri Paesi moderni e innovatori. Recenti provvedimenti legislativi vanno nella direzione del sostegno ai giovani di talento e percorrere questa strada è un dovere per il futuro di questo Paese”.

Diana Bracco con ministro Beatrice Lorenzin