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Diana Bracco: intuito, tenacia e curiosità le “carte vincenti” delle donne

Milano, Italia , 08/03/2016

“Le donne, nel mondo del lavoro e della ricerca, manifestano qualità vincenti come l’intuito, la tenacia, la disponibilità all’ascolto, la concretezza, la curiosità e la voglia di non smettere mai di imparare. In tutto il mondo sono un fattore di sviluppo e un motore di crescita economica. Sul potenziale delle donne si deve quindi investire, impegnandosi nella lotta contro ogni tipo di condizionamento e di discriminazione”. Con queste parole Diana Bracco, presidente e amministratore delegato del Gruppo Bracco, ha introdotto il suo intervento nell’ambito del workshop “Donna, ricerca e benessere” che si è svolto l’8 marzo a Ivrea presso il Centro Ricerche Bracco.

Nel corso dell’incontro si sono susseguiti diversi interventi che hanno avuto l’obiettivo, in occasione della festa della donna, di riflettere sul ruolo femminile in azienda e in particolare in un contesto di ricerca come quello del Gruppo Bracco.

All’interno del Gruppo le donne sono oltre il 40%; il 36% riveste ruoli di responsabilità manageriale. Inoltre, come ha sottolineato Diana Bracco “le donne che lavorano nella ricerca e sviluppo sono quasi il 50%, in un ambito, quello tecnico-scientifico, dove la presenza femminile in genere è poco diffusa. Basti pensare che abbiamo figure femminili, ad esempio negli impianti pilota, che ricoprono ruoli normalmente riservati agli uomini”.

Sul potenziale delle donne si deve quindi investire, impegnandosi nella lotta contro ogni tipo di condizionamento e di discriminazione. Noi di Bracco lo facciamo. Attraverso un programma di welfare aziendale molto ricco e con un contesto di lavoro in cui le donne si possano esprimere senza dover rinunciare al proprio ruolo nella vita familiare che le vede prendersi cura non soltanto dei figli, ma sempre più anche di congiunti anziani”.

Al termine della giornata Diana Bracco ha concluso i lavori affermando: “L’attenzione alla ricerca e all’innovazione rappresenta una delle chiavi per il successo e per la competitività di ogni azienda, e dell’intero ‘sistema Paese’. L’Italia deve fare di più: non soltanto nel sostegno alle politiche dell’innovazione, ma nella stessa diffusione della cultura scientifica, che nel nostro Paese sconta un gap storico nei confronti delle discipline umanistiche. Esempi illustri come quelli di Elena Cattaneo, Fabiola Giannotti e Samantha Cristoforetti aiutano a non avere più timori reverenziali. In proposito mi piace citare la frase di una donna che ammiro molto, il premio Nobel Marie Curie: niente nella vita va temuto, dev'essere solamente compreso. Ora è tempo di comprendere di più, così possiamo temere di meno.”

Diana Bracco 8 marzo