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Diana Bracco: “Per noi l’arte e la scienza sono due facce dello stesso amore per il sapere e per il bello”

Napoli, Italia , 28/11/2018

Radiografie, riflettografie e molte altre tecniche diagnostiche non invasive, che servono per vedere dentro il corpo umano, sono sempre più spesso utilizzate nell’attività di studio e restauro delle opere d’arte per restituire i capolavori al loro splendore e, a volte, per scoprire i “pentimenti” e le tecniche segrete dei grandi Maestri. Su questo tema Fondazione Bracco ha invitato storici dell’arte, istituzioni ed esperti a confrontarsi martedì 20 novembre 2018 presso la Città della Scienza di Napoli.

Nel corso del convegno, intitolato “Art from inside: la diagnostica per immagini applicata al patrimonio culturale”, è stato illustrato come il contributo della scienza permetta di raggiungere importanti evidenze nell’attribuzione dell’opera, nella tecnica e nel processo creativo dell’artista e nella datazione di un manufatto. Sono stati illustrati casi concreti, come la storia delle enigmatiche Dame ritratte dai fratelli Pollaiolo, i segreti delle opere di Caravaggio o gli antichi misteri del “Violino PiccoloStorioni del 1793.

Sia come Azienda, sia come Fondazione, da sempre abbiamo dato vita a progetti in cui il connubio arte e scienza è stato la nostra stella polare”, afferma Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco. “Siamo convinti infatti dell’importanza per l’analisi e la cura del patrimonio culturale dell’imaging diagnostico, un settore di medicina avanzata in cui siamo leader globali. Per noi l’arte e la scienza sono due facce dello stesso amore per il sapere e per il bello che da sempre accende il desiderio degli uomini”. L’evento di Fondazione Bracco ha fatto parte della 17a edizione della Settimana della Cultura d’Impresa di Confindustria. “Un’iniziativa che riconosce nella cultura un driver fondamentale per lo sviluppo economico sostenibile e diffuso sui territori e alla quale noi di Bracco partecipiamo tutti gli anni”, conclude Diana Bracco.

Il convegno è stato aperto da: Gaetano Daniele, Assessore Cultura e Turismo, Comune di Napoli, Antonio Marchiello, Assessore Attività produttive e Ricerca scientifica, Regione Campania e Vito Grassi, Presidente Unione Industriali Napoli e di Confindustria Campania.

Dopo i saluti istituzionali sono intervenuti:

Roberto Montanari, Direttore del Centro Scienza Nuova dell’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, che ha portato l’attenzione sul rapporto tra uomo e tecnologia, nonché sui temi della visualizzazione delle informazioni e del loro rapporto con il patrimonio storico-artistico; Rossella Vodret, Storica dell’arte, già Soprintendente Speciale per il Polo Museale Romano, che ha raccontato quanto emerso nel corso degli studi diagnostici propedeutici alla grandiosa mostra “Dentro Caravaggio” di cui Fondazione Bracco era Partner, e che tanta curiosità hanno destato nelle oltre 400 mila persone che hanno visitato la mostra a Palazzo Reale di Milano nel 2017; Marco Malagodi dell’Università di Pavia, Responsabile del Laboratorio Arvedi dislocato all’interno del Museo del Violino di Cremona, che ha illustrato come un violino “piccolo” del 1793 ritrovato da poco possa diventare il baricentro di un sistema di diagnostica, nonché di ricerca nazionale e internazionale, un vero e proprio “messaggio dal passato ritrovato in una bottiglia”; Annalisa Zanni, Direttrice del Museo Poldi Pezzoli di Milano, che ha svelato i segreti delle quattro Dame e dei molti capolavori usciti dalle botteghe dei fratelli Pollaiolo e Anna Imponente, Direttrice del Polo Museale della Campania, che ha focalizzato il proprio intervento sulle numerose attività diagnostiche svolte dalle istituzioni culturali del territorio.

Diana Bracco al convegno Art from inside