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Per far venire il Tribunale Europeo dei Brevetti a Milano serve uno sforzo corale

Milano, Italia , 08/05/2019

"Mi piacerebbe molto che la città candidata a ospitare la divisione centrale del Tribunale unificato dei brevetti fosse Milano", lo ha affermato il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Marco Bussetti, in occasione dell'apertura di 'InnovAgorà', la manifestazione nazionale dedicata ai brevetti della ricerca pubblica italiana, ospitata al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci. “L’Italia non può lasciarsi sfuggire questa occasione”, ha aggiunto, poco dopo nel suo intervento Presidente e Amministratore delegato del Gruppo Bracco. “Se con la Brexit il Tribunale unificato dei brevetti competente per il settore farmaceutico e sanitario lascerà Londra, Milano è la sede ideale: l’Italia infatti ha il primato in Europa della manifattura farmaceutica”.

La nostra città ha tutti i numeri e le competenze per ospitare il Tribunale Europeo dei brevetti. Da Milano proviene il 33% dei brevetti registrati, e qui si effettua il 27% della ricerca scientifica italiana. A Milano operano oltre mille studi legali, tra studi associati e società tra avvocati, e che tutti i grandi studi internazionali hanno una propria sede in Milano. Anche per quanto riguarda le competenze dei giudici: nella sezione specializzata nelle imprese a Milano ci si occupa del 60-70% di tutte le controversie italiane. Aggiungo poi che se arrivasse qui, il Tribunale Europeo dei brevetti potrebbe dialogare con lo Human Technopole, il grande progetto che nei prossimi mesi diventerà operativo nell’ex area Expo nell’ambito del distretto MIND. Una struttura di ricerca tra le più avanzate d’Europa e del mondo, che farà diventare la nostra città il punto di riferimento europeo per le biotecnologie e per le scienze della vita. Certo siamo consapevoli che per centrare l’obiettivo occorre un impegno corale come avvenne per Expo 2015”, ha concluso Diana Bracco.

L’ipotesi di un cambio di sede del Tribunale europeo dei brevetti nella sede milanese è fortemente voluta anche dal vice presidente e assessore per la ricerca della regione Lombardia, Fabrizio Sala, che sostiene che Milano sia la sede più idonea per la divisione farmaceutica e chimica. A rafforzare questa opinione il fatto che la Lombardia sia tra le prime regioni europee per numero di aziende chimiche e che nel territorio lombardo siano stati registrati nel 2018 il 39% dei brevetti sul totale nazionale. Tra gli altri benefici, l’ubicazione della sede del Tribunale europeo dei brevetti a Milano potrebbe dar vita ad un indotto stimato di 350 milioni di euro l’anno per la regione.

Diana Bracco: “Per far venire il Tribunale Europeo dei Brevetti a Milano serve uno sforzo corale”