Il Gruppo Bracco a Dubai con un Workshop sulla medicina predittiva e l’imaging intelligente

Dubai , 02/02/2022

In occasione della “Health & Wellness Week” a Expo 2020 Dubai il Gruppo Bracco ha organizzato il 1° febbraio workshop “Intelligent Imaging: Beyond the Future and Back to Mind” a cui ha partecipato un esperto d’eccezione: Charles Kahn, professore e Vice Presidente del Dipartimento di Radiologia all’Università della Pennsylvania e Direttore dell’autorevole rivista scientifica Radiology: Artificial Intelligence che ha affermato: “L'intelligenza artificiale può aiutare ad aggiungere valore alla radiologia diagnostica durante tutto il processo di consultazione. L'IA può aiutare a selezionare l'esame più appropriato, ottimizzare il modo in cui l'esame viene eseguito e migliorare la qualità dell'immagine. I radiologi possono applicare i sistemi di IA per rilevare le anomalie, formulare una diagnosi e fornire raccomandazioni per il follow-up”. 

Fabio Tedoldi, Bracco Imaging Head of Global Research & Development, ha affermato: "Nella radiologia c'è grande spazio per l'intelligenza artificiale, che può fornire grande valore nel risparmiare tempo per i radiologi di fronte alle tantissime richieste di esami, e nell'estrarre ancora più informazioni" dalle immagini per avere diagnosi migliori"

All’incontro sono inoltre intervenuti Lorenzo Preda, Professore ordinario di Radiologia presso l'Università di Pavia e responsabile della Divisione di Radiologia presso l'IRCCS Fondazione Policlinico San Matteo, Marco Alì, Research Operation Manager press CDI e Scientific Advisor per Bracco Imaging, Giovanni Valbusa, Project Manager R&D Bracco Imaging (Bracco Imaging è l’organo centrale dello sviluppo dello studio Ai-for-COVID), Isabella Castiglioni, Professoressa Ordinaria di Fisica medica e machine learning all'Università degli studi di Milano-Bicocca e co-fondatrice e Presidente Onorario della startup DeepTrace Technology e Sergio Papa Direttore Imaging diagnostico presso il Centro Diagnostico Italiano.

Durante i lavori è stato anche illustrato AIforCOVID il progetto di ricerca multicentrico no-profit portato avanti da Bracco Imaging e dal Centro Diagnostico Italiano, la struttura healthcare del Gruppo guidato da Diana Bracco. Un progetto volto a prevedere, grazie alla banca dati AI-for-COVID Imaging Archive che contiene già migliaia di esami radiologici e che è a disposizione dell’intera comunità scientifica internazionale, l'evoluzione clinica della malattia COVID-19.

Basato sull'intelligenza artificiale applicata all'imaging diagnostico, il progetto sta permettendo a medici e operatori sanitari di avere a disposizione un database di immagini radiografiche di Pazienti Covid utili per comprendere in anticipo il decorso della malattia nei pazienti colpiti da COVID-19 consentendo terapie personalizzate e più tempestive. L'analisi dei dati avviene grazie a degli algoritmi sviluppati in collaborazione con l’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova e con l'Università Campus Bio-medico di Roma. Ad AI-for-COVID Imaging Archive (aiforcovid.radiomica.it) collaborano fin dall’inizio importanti centri clinici e di ricerca pubblici e privati tra cui: Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico (Milano), Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo (Pavia), Azienda ospedaliero-universitaria Careggi (Firenze), ASST Santi Paolo e Carlo (Milano), ASST Fatebenefratelli-Sacco (Milano), ASST Ospedale San Gerardo (Monza) e Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza (S.G.Rotondo).

L’imaging radiologico sta svolgendo un ruolo cruciale nella diagnosi dei pazienti COVID-19 e nel determinare le opzioni terapeutiche” ha spiegato Sergio Papa. “In pratica grazie alla Radiomica, che insieme alla Genomica rappresentano una nuova frontiera della medicina personalizzata, abbiamo dato un concreto contributo nella lotta contro la drammatica pandemia in corso. Il nostro progetto AI-for-COVID permette, tra l’altro, di dare un ulteriore impulso allo sviluppo di studi sulla patologia indotta da Covid, in particolare sui danni causati a livello polmonare, e all’attuazione di misure mirate alla protezione degli individui che, data la compresenza di patologie pregresse, risultano più suscettibili di un aggravamento”.

Oggi gli algoritmi di intelligenza artificiale”, ha spiegato lsabella Castiglioni, “sono in grado di estrarre un grande numero di caratteristiche quantitative dalle immagini mediche, spesso invisibili ad occhio nudo, e di associarle a dati clinici per informare i medici sulla diagnosi, prognosi e risposta alle terapie. Tuttavia, questi tool sono sviluppati per la maggior parte come strumenti di ricerca e il passaggio per diventare dispositivi medici, obbligatorio per portarli al paziente, è a tutti gli effetti una sfida complessa. Dal disegno alla progettazione, sviluppo e produzione i software medicali di intelligenza artificiale devono intraprendere un percorso di compliance alle normative oggi simili a quello di un farmaco. Il Centro Diagnostico italiano, in collaborazione con la start up DeepTrace Technologies, spin off della Scuola Universitaria degli Studi di Pavia”, ha specificato la professoressa Castiglioni, “ha compiuto questo passaggio importante e può oggi raccontare la sua esperienza relativa alla memory clinic, un percorso di medicina personalizzata predittiva delle malattie neurodegenerative che assiste il neurologo con la decisione informata di un dispositivo medico di intelligenza artificiale marcato CE”.