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Il Giorno racconta la Milano che fa e invita Diana Bracco

Milano, Italia , 29/09/2016

In occasione dei sessant’anni della nascita del quotidiano milanese, Il Giorno ha aperto le porte della sua nuova sede per una serata speciale alla presenza del Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, del Vicesindaco di Milano Anna Scavuzzo e del Presidente della Camera di Commercio B.
La serata aveva lo scopo di dare visibilità la Milano che fa e l’Editore Andrea Riffezer Monti e il Direttore Giuliano Molossi hanno invitato tra gli altri Diana Bracco a raccontare i progetti a favore dell’integrazione della Fondazione e del Gruppo Bracco.

“Di fronte al fenomeno migratorio, che impatta pesantemente sulla vita delle città, tutti devono fare qualcosa”, ha raccontato Diana Bracco. “Noi di Bracco, a Baranzate, il Comune italiano col più alto numero di etnie presenti (72), abbiamo avviato un’iniziativa di cui siamo molto fieri, anche per il suo valore emblematico per le nostre periferie. Si tratta di un progetto molto articolato, che affianca a una sartoria che offre lavoro anche il supporto di due realtà sanitarie pubbliche e private come l’Ospedale Sacco e il nostro Centro Diagnostico Italiano, che sta garantendo un servizio pediatrico e test gratuiti dell’HPV per le donne. Può sembrare incredibile, ma nella Grande Milano il nostro pediatra ha riscontrato tre casi gravi di malnutrizione di bambini, oltre a una grande ignoranza sulla dieta corretta e sui cibi sani e consigliati”.  Le iniziative per l’integrazione in Italia sono affiancate anche da un altro importante progetto in Africa.

“Da oltre 10 anni il Gruppo BRACCO è impegnato con un progetto di Cooperazione Internazionale dedicato ai ragazzi di Barei, nello stato del Benin: si tratta del College Fulvio Bracco”, ha spiagato Diana Bracco. “Avviata nel 2005 e intitolata a mio padre, la struttura inizialmente offriva supporto allo studio a 50 giovani. Il progetto era sostenuto da alcuni genitori entusiasti di dare un futuro diverso ai propri figli; oggi è un vero è proprio College che prepara all’accesso universitario più di 900 alunni, maschi e femmine. In un’area tra le più povere dell’Africa, priva di infrastrutture di base, abbiamo costruito 4 moduli scolastici e uno amministrativo, un laboratorio di chimica-fisica-biologia, un’aula informatica con PC, una per la proiezione di video, una sala fotocopie e campi sportivi. Prima dell’intervento di Bracco, la mancanza della scuola secondaria comportava l'abbandono degli studi per i ragazzi dei villaggi di zona, condannando l’area al sottosviluppo. Il numero delle ragazze iscritte aumenta ogni anno e questo è un risultato importante, in una zona dove la frequenza femminile è davvero minima. Certo, sono piccole gocce nel mare come lo è anche Oltre i margini a Baranzate. Credo però che abbiano un grande valore perché sono iniziative concrete che aiutano persone e dimostrano che di fronte al fenomeno migratorio occorre agire sia in Italia per favorire un’integrazione sostenibile sia nei Paesi più difficili come l’Africa”.

Diana Bracco Il Giorno