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Inaugurato a Milano il monumento in ricordo dei martiri delle foibe e dell’esodo Giuliano-Dalmata con il contributo di Fondazione Bracco

Milano , 21/10/2020

Monumento in ricordo dei Martiri delle Foibe

Alla presenza dei sindaci di Trieste, Roberto Di Piazza, e Gorizia, Rodolfo Ziberna, insieme a quello di Milano Beppe Sala, è stato inaugurato in piazza della Repubblica il monumento per le vittime delle foibe e degli esuli istriani, fiumani e dalmati che intende ricordare una tragedia riconosciuta dal Presidente della Repubblica. Presenti anche ex esuli e parenti delle vittime delle foibe, tra cui Rosita Missoni, vedova di Ottavio, esule della Dalmazia.

La scultura è stata donata al Comune di Milano dal Comitato Pro–monumento, con il generoso contributo di Fondazione Bracco, ed è stata progettata dall’esule istriano Piero Tatricchio.

La struttura è composta da due blocchi di pietra inseriti uno sull’altro, per un’altezza complessiva di 4 metri e raffigura un uomo in fondo a una foiba, immagine simbolo della sofferenza e del martirio di migliaia di vittime dei tragici accadimenti avvenuti tra il 1943 e il 1954. L’epigrafe riporta la scritta “A perenne memoria dei martiri delle foibe, degli scomparsi senza ritorno e dei 350.000 esuli dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia”.

Diana Bracco, presente alla cerimonia, ha commentato:
L’impegno di Fondazione Bracco a favore della cultura è molto forte, ma il motivo per cui abbiamo risposto con entusiasmo alla richiesta d’aiuto per la realizzazione del bel monumento disegnato dall’artista Pietro Tarticchio è un altro: all’Istria siamo legatissimi, perché lì ci sono le radici della nostra famiglia. Lì il 15 novembre del 1909 è nato mio padre Fulvio e lì aveva vissuto mio nonno Elio, segretario comunale di Neresine piccolo paese nell’isola di Lussino.

Nato nel 1884 da una famiglia di patrioti istriani nonno Elio era un uomo con fortissimi valori a iniziare dall’impegno civile, e pagò il suo irredentismo con tre anni di detenzione nel campo di concentramento di Graz in Austria. Tutta la nostra famiglia si sentiva italiana e l’irredentismo permeava la nostra vita. L’accusa contro nonno Elio era stata mossa dalle autorità austriache per i suoi stretti rapporti con Francesco Salata, fratello maggiore di sua moglie, che era stato deputato provinciale dell’Istria fino allo scoppio della prima guerra mondiale e che poi divenne senatore, storico insigne e difensore tenace dell’italianità della Venezia Giulia. Oggi sembra impossibile credere in una determinazione e in un attaccamento per l’Italia così forti da essere pagati con anni di duro carcere. In prigione”, aggiunge Diana Bracco, “Elio imparò il russo e il tedesco. Lingua, quest'ultima, che lo ha portato a creare un forte legame di amicizia con Guglielmo Merck, dell'omonima casa farmaceutica di Darmstadt. Trasferitosi da Trieste a Milano, proprio con l'amico Guglielmo fondò il primo giugno 1927 la Società Italiana Prodotti E. Merck, che poi divenne Italmerck e, poi, Bracco. Un gruppo oggi leader mondiale nel settore dell’imaging diagnostico con oltre 3.600 persone e 1.5 miliardi di euro di fatturato.

L’Istria è una terra incredibile che sicuramente ha forgiato il carattere di mio padre, e poi anche il mio. Sono venuti anche da lì la forza, l'entusiasmo, la tenacia, la capacità di non arrendersi, che hanno contraddistinto le nostre vicende. Anche per questo”, conclude la presidente di Fondazione Bracco, “abbiamo sempre sentito molto forte un’esigenza di ‘restituzione’: di ridare cioè alle comunità in cui operiamo, a iniziare da quella di Milano, città che ci ha accolto, una parte di ciò che come impresa abbiamo creato”.

A Diana Bracco è stata consegnata dal Comitato Pro Monumento una targa di ringraziamento per il generoso contributo della sua Fondazione. Nel testo si legge anche un toccante ricordo dedicato a suo padre, il Cavaliere del Lavoro Fulvio Bracco, nato a Neresine, “alla luce di quella che fu la sua solidale, feconda e perenne vicinanza al mondo degli esuli istriani, fiumani e dalmati”.

Inaugurazione del monumento in ricordo dei martiri delle foibe e dell’esodo Giuliano-Dalmata