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Quando la periferia è laboratorio di integrazione

Milano, Italia , 07/02/2020

Ha aperto i battenti presso il Centro Diagnostico Italiano, in via Saint Bon 20 a Milano, la mostra fotografica “Tutte le ore del mondo – Ritratti di accoglienza, relazione e cura nella Baranzate multietnica”, che potrà essere visitata fino al 30 giugno prossimo. Ideata e curata da Fondazione Bracco insieme all’Associazione La Rotonda, la mostra valorizza “Kiriku – A scuola di inclusione”: un progetto nato a Baranzate, Comune alle porte di Milano, per contrastare la povertà educativa.

La forza di una comunità multietnica messa in mostra

Le 26 straordinarie foto di Bruneau raccontano un’ipotetica giornata di dodici famiglie italiane e straniere con protagonisti i loro bambini. Il viaggio, pur essendo ambientato a Baranzate, tocca tutto il mondo: dall’Ecuador all’Italia, dal Marocco al Perù, dalla Romania al Salvador, dal Senegal alla Somalia e allo Sri Lanka. Colori, lingue, abitudini e costumi completamente diversi, uniti dalla voglia di mettere radici in un luogo globale attraverso i più piccoli e i loro legami. Scorrendo il catalogo della mostra, ogni azione della giornata è raccontata da una coppia di fotografie che unisce due famiglie di nazionalità differenti in un dialogo immaginario, da cui emerge il desiderio di conoscenza e inclusione.

Diana Bracco: “A Baranzate l’accoglienza non più un’utopia”

Perché è importante valorizzare le buone notizie e far conoscere le esperienze positive che vengono fatte in tanti quartieri difficili. Siamo infatti consapevoli che se non si interviene nel tessuto urbano delle nostre periferie i problemi degenerano in modo drammatico, come testimonia la storia recente di tante metropoli europee. Proprio nell’incuria dei territori ai margini il disagio trova il suo humus. L’idea era quella di far vedere attraverso le foto di Gerald Bruneau. la forza di una comunità, con storie diverse che non si arrende e rinasce, partendo dai bambini di tanti Paesi ritratti nella loro quotidianità. A Baranzate, come spiega lo stesso Gerald Bruneau, tutto si tinge di colori diversi e l’accoglienza è una realtà e non più un’utopia.

Il forte impegno di Fondazione Bracco contro la povertà educativa

Kiriku – A scuola di inclusione” è un progetto triennale partito nel 2018, rivolto ai bambini dagli 0 ai 6 anni e ai lori genitori, e promosso da una rete di partner pubblici e privati, tra cui: l’Associazione “La Rotonda”, Fondazione Bracco, Centro Diagnostico Italiano (CDI), Comune di Baranzate, Istituto Comprensivo “Gianni Rodari” di Baranzate, Politecnico di Milano – TIRESIA, Museo Poldi Pezzoli e Parrocchia “Sant’Arialdo” di Baranzate, con il sostegno dell’impresa sociale Con I Bambini. Le attività su cui i partner hanno scelto di agire sono: la salute, l’apprendimento e la cultura, l’autonomia e la partecipazione. Finora sono stati coinvolti 371 bambini oltre ai loro genitori e insegnanti.

I dati mostrano come povertà economica e povertà educativa si alimentino a vicenda, perché la carenza di mezzi culturali e di reti sociali riduce anche le opportunità occupazionali. L’ultimo report diffuso nell’aprile 2019 dall’Osservatorio sulla povertà educativa di Openpolis e dell’impresa sociale Con i bambini offre dati allarmanti: in Italia ci sono ben 1,2 milioni di bambini e adolescenti in situazione di povertà assoluta (il 12% del totale dei bambini). Tra l’altro il fenomeno si sta aggravando visto che nel 2005 era assolutamente povero il 3,9% dei minori. Contrastare la povertà nella fascia più giovane della popolazione significa quindi offrire concretamente ai più piccoli, a prescindere dal reddito dei genitori, uguali opportunità educative.

Vanno in questa direzione anche le raccomandazioni del Rapporto Ocse 2018 sulla mobilità sociale, che indica come priorità per l'Italia quella di garantire l'accesso all'educazione di qualità, dall'asilo all'istruzione terziaria, ai bambini e ai giovani svantaggiati. L’Italia infatti investe meno della media europea in istruzione, spendendo solo il 3,9% del Pil, contro una media Ue del 4,7%. Un dato inferiore rispetto ai maggiori paesi europei come Francia (5,4%), Regno Unito (4,7%), Germania (4,2%). (Openpolis - Con i bambini su dati Eurostat).

Le attività previste dal progetto Kiriku

Il palinsesto delle attività realizzate a Baranzate prevede:

  • per quanto riguarda la salute: l’avvio di un ciclo di incontri formativi sui temi sanitari rivolti ai genitori (igiene, svezzamento e vaccinazioni); laboratori di cucina e nutrizione rivolti ai genitori per condividere regole per una corretta dieta e contrastare i problemi di malnutrizione riscontrati; incontri di informazione sul tema Basic Life Support; punti allattamento e cura allestiti nei punti nevralgici della città; visite pediatriche da parte degli specialistici del Centro Diagnostico Italiano;
  • sul fronte educativo e culturale: laboratori didattici su linguaggi universali per i bambini: arteterapia, musica (condotto dall’Accademia Teatro alla Scala) e linguaggi matematici (in collaborazione con Redooc); visite-laboratorio presso il Museo Poldi Pezzoli di Milano;
  • sul verante dell’accompagnamento all’autonomia e alla partecipazione: laboratori linguistici d’italiano per i bambini di 3-6 anni e i loro genitori; attivazione di laboratori di mediazione interculturale e di sostegno psicologico; sportello mamma/bambino dedicato al sostegno dei bisogni materiali di base delle famiglie con bambini più piccoli; momenti conviviali di scambio e supporto informale al “Caffè delle Donne”.

Chi è Kirikù?

Kiriku” intende richiamare il bambino simbolo della forza dell’infanzia che riesce a trovare risorse nel poco e a raccogliere semplici stimoli per trasformare la realtà. È il protagonista di un lungometraggio d’animazione di Michel Ocelot del 1998, che racconta una celebre leggenda africana. Venuto al mondo in un villaggio dominato da un gran fatalismo, indotto dalla paura e dalla ignoranza, soggiogato ai voleri della strega Karabà, Kirikù è dotato di caratteristiche singolari: una discreta sicurezza di sé che lo rende intraprendente, un gran coraggio ma soprattutto una buona dose di intuizione e tanta curiosità. Il suo villaggio è attanagliato da un problema: tutti rischiano la morte perché la fonte è prosciugata e tutti credono che sia anche questo risultato delle stregonerie della strega Karabà. Tutti tranne Kirikù, che non fermandosi alle apparenze, indaga con intraprendenza e curiosità salvando infine le sorti della gente del villaggio.

Fotografia di Gerald Bruneau, mostra Tutte le ore del mondo