Senza uguaglianza di genere il mondo non cresce

Milano, Italia , 17/09/2021

Riportare un numero crescente di donne nel mercato del lavoro, abbattere le barriere culturali nell’accesso alla formazione STEM per le ragazze, raggiungere la parità di genere nelle posizioni che contano: sono questi alcuni degli obiettivi del Policy Paper preparato dalla Special Initiative on Women Empowerment del B20 presieduta da Diana Bracco e composta da 121 rappresentanti - 90% donne - di 74 imprese di 30 diversi paesi. Il documento farà parte della Dichiarazione Finale del B20 che il 7-8 ottobre verrà consegnata al Premier Mario Draghi, in qualità di Presidente di turno del G20.

Il Policy Paper è stato presentato il 28 luglio nel corso di un incontro a cui sono intervenute tra gli altri Elena Bonetti, Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia, Maria Cristina Messa, Ministro per l’Università e la Ricerca, Emma Marcegaglia, Presidente del B20.

La prima raccomandazione che come business community facciamo ai Governi del G20” afferma Diana Bracco, “è quella di far tornare a crescere l’occupazione femminile. Il Recovery Plan è uno strumento per intervenire, varando progetti con obiettivi chiari, quantificabili e misurabili all’insegna della gender equity. Troppi pregiudizi e barriere culturali tengono ad esempio ancora le donne fuori dai settori STEM: solo il 7% sceglie di studiare ingegneria, matematica, statistica e scienze naturali rispetto al 22% degli uomini, solo il 14% delle donne lavora nel cloud computing e il 32% si occupa di Intelligenza Artificiale. Anche la presenza di donne CEO nelle aziende è troppo bassa. La parità di opportunità e di diritti va realizzata contestualmente in diversi ambiti”, aggiunge Diana Bracco: “dall’occupazione al supporto all’imprenditorialità, dall’istruzione alla formazione, dal credito alle donne al bilanciamento tra impegni familiari e lavorativi, possibilmente con l’ausilio di politiche sulla diversity nelle imprese e validi programmi di welfare aziendale. Ma la vera chiave per vincere la sfida è puntare sulle competenze, sul merito e sulle skills”.