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Diana Bracco: “il raro e piccolo violino restaurato è pronto per essere ammirato”

Cremona, Italia , 08/04/2019

Il piccolo, e raro, violino "Bracco", costruito nel 1793 da Lorenzo Storioni è pronto per il pubblico appassionato.

Grazie alla partnership pubblico-privata "I cantieri del suono" costituita tra Fondazione Bracco, Comune di Cremona e Museo del Violino, nell'ambito delle azioni coordinate dal Distretto culturale della Liuteria, e dopo un complesso studio storico, organologico e filologico, affiancato da una campagna diagnostica non invasiva lo strumento è ora visibile al pubblico.

Il piccolo violino "Bracco" 1793, che assume il nome del mecenate grazie al cui supporto è stato possibile realizzare il progetto, è opera autentica del liutaio cremonese Lorenzo Storioni (1744-1816), comprovato da un cartiglio dell'autore. Lo strumento è un mirabile esempio di liuteria della fine del '700, che, oltre ad avere un importante valore quale oggetto di studio ed esemplare tipico dell'opera di Storioni, è estremamente raro sia per formato che per condizioni di conservazione. Misura circa 40 mm in meno di uno strumento intero utilizzato abitualmente dai violinisti. L’attuale classificazione dei violini lo identifica come "violino 1/2", uno strumento da studio utilizzato da un bambino di circa 10 anni, che testimonia una richiesta rivolta ai liutai cremonesi di una produzione estremamente specifica.

La nostra Fondazione è stata accanto al Comune e al Museo del Violino in questo articolato, progetto di recupero del Piccolo violino 1793 di Lorenzo Storioni”, afferma Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco. “Ogni partner ha portato competenze specifiche: dall’acquisto dello strumento alla interessantissima campagna diagnostica non invasiva, a opera del Laboratorio Arvedi dell’Università di Pavia per lo studio dei materiali e delle caratteristiche tecniche costruttive del violino. Il recupero di un capolavoro unico, che è sia uno strumento sia un’opera d’arte, e la sua restituzione alla comunità hanno tutte le caratteristiche distintive dei nostri interventi: il profondo legame tra arte, musica e ricerca scientifica, la collaborazione tra eccellenze italiane, lo sviluppo di competenze, il coinvolgimento di musei, università e centri di ricerca, la dimensione fortemente multidisciplinare, la condivisione di conoscenze. La diagnostica applicata ai beni culturali, è uno dei nostri cavalli di battaglia, che in tante occasioni Bracco ha messo al servizio dell’arte”.

Diana Bracco e il piccolo Violino di Lorenzo Storioni