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“In Italia manca una visione della ricerca che svincoli la carriera degli scienziati da una dimensione puramente accademica”, afferma Diana Bracco che sottolinea poi l’importanza del dottorato industriale

Milano , 22/10/2020

Il governo punta sui dottorati industriali anche "per frenare la fuga dei nostri talenti". A sottolinearlo è stato il ministro dell'Università e Ricerca, Gaetano Manfredi, intervenendo al webinar "Il dottorato industriale: un'opportunità per la ricerca e le imprese" promosso da Cnr, Confindustria e Fondazione Mai.

 

Il dottorato industriale è un importante strumento di politica industriale perché oggi abbiamo la necessità di vincere la sfida complessa di alzare l'asticella dell'innovazione tecnologica nel nostro Paese e nel nostro sistema industriale”. D’accordo con il ministro anche il Vicepresidente di Confindustria con delega alla Ricerca e Sviluppo Francesco De Santis, che ha affermato: “Il dottorato industriale è una grande opportunità per la ricerca e le imprese”.

Sono molto felice che in questi primi anni la Convenzione sottoscritta da Confindustria e CNR per promuovere e attivare, insieme agli Atenei italiani, percorsi triennali di Dottorati industriali e di Dottorati innovativi a caratterizzazione industriale di altissimo profilo scientifico, abbia generato risultati soddisfacenti”, ha sottolineato Diana Bracco, Presidente di Fondazione Mai.

A iniziare dalle 77 borse di dottorato industriale per altrettanti giovani ricercatori selezionati dalle Università con concorso a evidenza pubblica di cui parliamo oggi. In Italia purtroppo manca una visione della ricerca che svincoli la carriera degli scienziati da una dimensione puramente accademica. Per questo”, ha aggiunto Diana Bracco “auspichiamo da sempre un dialogo e una collaborazione più stretti tra i due mondi. E anni fa lanciammo anche la proposta di istituire 'l’anagrafe dei ricercatori' con lo scopo di creare un sistema di vasi comunicanti tra le carriere scientifiche nell’accademia e nell’industria. Anche l’impresa deve fare la sua parte e comprendere l’importanza della ricerca per essere competitivi. Già all’inizio degli anni 2000, ad esempio, il Gruppo Bracco si fece promotore in collaborazione con Regione Piemonte e gli Atenei torinesi di un progetto pilota che inserì nei nostri centri di ricerca dottoranti con specifico orientamento industriale”.

Anche come Fondazione Giuseppina Mai ci siamo molto prodigati, nell’ambito dell’attività di Confindustria a supporto della R&I, per rafforzare il dialogo tra industria, mondo della ricerca scientifica e istituzioni,” ha concluso Diana Bracco “e abbiamo lavorato per attrarre e formare i giovani nel settore della ricerca e sviluppo e per inserirli nelle aziende con lo strumento dei dottorati. Quella della Fondazione Mai è una storia unica e bellissima, con protagonista una lungimirante signora di Brunico che credeva profondamente nell’importanza della ricerca per il futuro dell’Italia. Lettrice del Sole 24 Ore, Giuseppina Mai rimase colpita dalle attività di Confindustria a favore dell’innovazione, e nel suo testamento decise di fare una donazione a me che allora ero Vicepresidente per la R&I. Grazie alla generosità di questa donna straordinaria, nel 2004 è nata la Fondazione che in questi anni, ha svolto tante iniziative a favore della scienza e dei giovani ricercatori”.

Il dottorato industriale: un'opportunità per la ricerca e le imprese